Il 5 e il 6 novembre si terrà la tappa torinese di dieci cose.
Ci stiamo preparando all’appuntamento ponendo delle domande ai relatori della due giorni. Abbiamo già intervistato Roberta Rapicavoli su Privacy e web e Mafe De Baggis su Social storytelling.
Ora è il momento di Domitilla Ferrari, che a Torino si occuperà dell’importanza del networking (oltre al social). Proprio su questo argomento Domitilla ha scritto un libro uscito per Sperling & Kupfer dal titolo “Due gradi e mezzo di separazione”.
1) Creare la nostra rete. Sì, ma da dove si comincia? Sono gli interessi personali o le competenze la bussola?
Credo che a guidarci – non solo nel networking – dovrebbe essere questa domanda: a chi non vorresti mai assomigliare? Se riesci a individuare i tuoi cattivi esempi, saprai anche scegliere meglio con chi stabilire un rapporto, a chi dedicare il tuo tempo. Trovare i buoni esempi. Essere in contatto con persone che ti danno ispirazione e motivazione contribuisce ad ampliare le tue aspirazioni, migliora la percezione che hai del mondo, ti dà la prova che farcela è possibile, che c’è un modo diverso per fare le cose. Non farti sfuggire l’occasione di circondarti di buoni esempi e includerli nella tua rete.

2) “Amicizia”, come cambia in Rete il senso di questa relazione?
Amicizia è una parola grossa. Non si deve voler essere amici di chiunque e allo stesso modo. Online, come offline, ognuno deve essere amico di chi vuole, anzi, per dirla tutta: dovremmo essere tutti più snob. E questo vale soprattutto sui social network: non bisogna chiedere l’amicizia/il contatto a tutti né accettare le richieste di tutti. Dandosi un criterio da seguire e valutando caso per caso.
3) Quando e come il networking diventa monetizzabile (e/o un lavoro)?
Ognuno di noi è ricco di capitale sociale. Chi più, chi meno. Una rete che si crea attraverso interazioni e scambi reciproci è utile, ma fare networking non serve per fare carriera, cambiare casa, trovare l’anima gemella o cogliere nuove opportunità di business: serve per avere una vita più interessante, a soddisfare i propri bisogni… e quindi anche per fare carriera, cambiare casa, trovare l’anima gemella o cogliere nuove opportunità di business. Sta a ognuno farne l’uso migliore. Vivendoci dentro.
