Simone Sbarbati è uno dei tre founder del blog/magazine Frizzi Frizzi, tra i più interessanti blog italiani. A lui toccherà tracciare i confini entro cui muoversi, e spesso evadere, per poter raccontare storie in 3d che permettano di dare spessore alla narrazione e alla creazione dei tuoi contenuti in rete.
In occasione della tappa di Bologna avevamo già rivolto tre domande a Simone Sbarbati sull’argomento del suo intervento. Adesso in occasione della tappa di Torino del prossimo 5 e 6 novembre ne abbiamo aggiunte al tre, ecco quindi le 6 domande a Simone
Come cambia la scrittura su internet? È brevità la parola d’ordine?
La scrittura è scrittura, indipendentemente dal formato. Ma sul web ogni testo può ramificarsi in un’infinita serie di link.
La parola d’ordine è: ci vuole il tempo che ci vuole. La brevità non sempre è la scelta giusta.
Quali sono le 3D di un racconto?
Spazio x tempo x sensorialità. Ma c’è pure una quarta dimensione, invisibile. Quella però te la spiego a Torino.
Scrivo per me, scrivo per chi mi legge, scrivo e basta?
Che vuol dire “scrivere storie in 3D”?
Hai presente quando il prof. d’inglese ti spiegava la differenza tra “flat character” e “round character”? Come in un libro o in un film i personaggi ben tratteggiati, profondi, complessi sono “rotondi”, quasi ci si possa girare attorno, così la scrittura 3D è una scrittura che ha una sua personalità, un sapore, che regala sensazioni, che inizia prima che cominci il testo e non finisce quando metti un punto.
Nel tuo intervento parli di “raccolta indizi” come elemento importante per scrivere qualcosa. Come faccio a capire quando l’indizio è quello giusto?
Gli indizi sono ovunque. È questione di ascolto e osservazione, ma la scelta e la raccolta sono puramente arbitrarie. Come un detective, però, a furia di accumulare quelli inutili e di combinare quelli utili per trasformarli in prove, alla fine ci fai l’occhio e impari a distinguerli appena si fanno vivi e sai dove andarli a cercare quando ne hai bisogno.

