6 domande a Simone Sbarbati su ‘Scritture in 3d’

6 domande a Simone Sbarbati su ‘Scritture in 3d’
3 Ottobre 2014 Rocco Rossitto

Simone SbarbatiSimone Sbarbati è uno dei tre founder del blog/magazine Frizzi Frizzi, tra i più interessanti blog italiani. A lui toccherà tracciare i confini entro cui muoversi, e spesso evadere, per poter raccontare storie in 3d che permettano di dare spessore alla narrazione e alla creazione dei tuoi contenuti in rete.

In occasione della tappa di Bologna avevamo già rivolto tre domande a Simone Sbarbati sull’argomento del suo intervento. Adesso in occasione della tappa di Torino del prossimo 5 e 6 novembre ne abbiamo aggiunte al tre, ecco quindi le 6 domande a Simone

Come cambia la scrittura su internet? È brevità la parola d’ordine?

La scrittura è scrittura, indipendentemente dal formato. Ma sul web ogni testo può ramificarsi in un’infinita serie di link.
La parola d’ordine è: ci vuole il tempo che ci vuole. La brevità non sempre è la scelta giusta.

fareblogging

Quali sono le 3D di un racconto?

Spazio x tempo x sensorialità. Ma c’è pure una quarta dimensione, invisibile. Quella però te la spiego a Torino.

Scrivo per me, scrivo per chi mi legge, scrivo e basta?

Scrivo per raccontare qualcosa. Una storia, anche se non c’è nessuno a leggerla o ascoltarla, esiste lo stesso.

Che vuol dire “scrivere storie in 3D”?

Hai presente quando il prof. d’inglese ti spiegava la differenza tra “flat character” e “round character”? Come in un libro o in un film i personaggi ben tratteggiati, profondi, complessi sono “rotondi”, quasi ci si possa girare attorno, così la scrittura 3D è una scrittura che ha una sua personalità, un sapore, che regala sensazioni, che inizia prima che cominci il testo e non finisce quando metti un punto.

Nel tuo intervento parli di “raccolta indizi” come elemento importante per scrivere qualcosa. Come faccio a capire quando l’indizio è quello giusto?

Gli indizi sono ovunque. È questione di ascolto e osservazione, ma la scelta e la raccolta sono puramente arbitrarie. Come un detective, però, a furia di accumulare quelli inutili e di combinare quelli utili per trasformarli in prove, alla fine ci fai l’occhio e impari a distinguerli appena si fanno vivi e sai dove andarli a cercare quando ne hai bisogno.

 

Ha ancora senso aprire un blog quando ci sono i social network?

Sono tra quelli convinti che il formato-blog non abbia ancora una vita lunga davanti a sé, ma i flussi di informazioni di blog e social network sono di tipo radicalmente diverso: ordinato, cronologico, in qualche modo “rettilineo” quello del blog (quindi perfetto per produrre e archiviare post in uscita, dal semplice diario a un più complesso progetto editoriale); liquido e simultaneo invece quello dei social (adatto alla conversazione, al “qui e ora”).
Founder e Docente di Dieci Cose - Il web in pratica. Freelance: giornalista, blogger e consulente in ambito digital, con focus sui social media. Nel frattempo un sacco di altre cose. Twitta da @roccorossitto

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