Mailchimp dice di non sottovalutare gli iscritti inattivi

Mailchimp dice di non sottovalutare gli iscritti inattivi
20 Febbraio 2016 Antonia Cosentino

Inutile dire che gli iscritti preferiti alle nostre newsletter sono quelli che leggono le mail, cliccano sui link e che acquistano il prodotto (quando è il caso).

Ma che dire degli iscritti “inattivi”? Quelli che hanno fatto l’iscrizione alla newsletter, ma non aprono le mail, o le aprono cliccano poco? che non sapete perché si sono iscritti e se è il caso no di cancellarli?

Non bisogna sottovalutarli. Dice Mailchimp.

Secondo uno studio sui centinaia di migliaia di rivenditori e commercianti in tutto il mondo per il cui conto Mailchimp manda email, emerge che un iscritto inattivo è pari al 32% di un utente attivo in termini di ritorno di entrate.

L’analisi ha considerato “attivo” un iscritto che avesse aperto la mail o cliccato negli ultimi 6 mesi. La media degli utenti attivi del 2015 è stata del 61%.
Si sono poi considerati la frequenza di acquisto medio, il tasso di ritenzione, valore degli ordini effettuati in rapporto alla attività o assenza di attività dell’iscritto.

mailchimpinattivi

 

Ciò che è emerso è che gli iscritti, attivi o meno, registrano delle performances migliori dei non iscritti. Ordinano più frequentemente almeno del 25%, spendono almeno il 6% in più. E soprattutto, sono più propensi a tornare.

Il punto è che, quindi, un iscritto inattivo è comunque più importante, in termini di ritorno nelle vendite, di un non abbonato. Almeno a quanto riportato da questo studio.

Ricordatevi, chiosa MailChimp nel presentare la ricerca, che è importante che i clienti interagiscano con le vostre mail, ma è ancora più importante che interagiscano col vostro negozio e con i vostri prodotti.

E aggiungiamo però: che prima riescano ad aprire l’email, quindi uno degli sforzi maggiori sta nel comporre un accurato oggetto.