Inutile dire che gli iscritti preferiti alle nostre newsletter sono quelli che leggono le mail, cliccano sui link e che acquistano il prodotto (quando è il caso).
Ma che dire degli iscritti “inattivi”? Quelli che hanno fatto l’iscrizione alla newsletter, ma non aprono le mail, o le aprono cliccano poco? che non sapete perché si sono iscritti e se è il caso no di cancellarli?
Non bisogna sottovalutarli. Dice Mailchimp.
Secondo uno studio sui centinaia di migliaia di rivenditori e commercianti in tutto il mondo per il cui conto Mailchimp manda email, emerge che un iscritto inattivo è pari al 32% di un utente attivo in termini di ritorno di entrate.
L’analisi ha considerato “attivo” un iscritto che avesse aperto la mail o cliccato negli ultimi 6 mesi. La media degli utenti attivi del 2015 è stata del 61%.
Si sono poi considerati la frequenza di acquisto medio, il tasso di ritenzione, valore degli ordini effettuati in rapporto alla attività o assenza di attività dell’iscritto.

Ciò che è emerso è che gli iscritti, attivi o meno, registrano delle performances migliori dei non iscritti. Ordinano più frequentemente almeno del 25%, spendono almeno il 6% in più. E soprattutto, sono più propensi a tornare.
Il punto è che, quindi, un iscritto inattivo è comunque più importante, in termini di ritorno nelle vendite, di un non abbonato. Almeno a quanto riportato da questo studio.
Ricordatevi, chiosa MailChimp nel presentare la ricerca, che è importante che i clienti interagiscano con le vostre mail, ma è ancora più importante che interagiscano col vostro negozio e con i vostri prodotti.
E aggiungiamo però: che prima riescano ad aprire l’email, quindi uno degli sforzi maggiori sta nel comporre un accurato oggetto.


