Social Thinking & Digital Pr: 6 domande a Mafe e Rocco

Social Thinking & Digital Pr: 6 domande a Mafe e Rocco
19 Febbraio 2015 Antonia Cosentino

Sei domande a Mafe De Baggis e Rocco Rossitto sulla dodicesima tappa di dieci cose – il web in pratica del 17 marzo da Talent Garden a Milano. Il titolo titolo/argomento della tappa è Social Thinking e Digital Pr.

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Mafe, cosa vuol dire, per un’azienda, avere un “social thinking”?

Vuol dire considerare tutti i clienti come soci, come partner, come compagni di strada. Ragionare in termini di vantaggi e non di vendite, di soluzioni e non di obiettivi, di piacere e non di processi. Un mondo alieno per le aziende di oggi, eppure molto più reale della visione che vede i clienti come polli da spennare o portafogli con le gambe: senza di loro nessuna azienda può sopravvivere.

Ci fai un esempio di modo asociale di usare i social network?

Quello di quasi tutte le pagine Facebook che parlano ai clienti e non con loro. Non c’è niente di male, eh: basta essere consapevoli del fatto che fare social media marketing non vuol dire usare le piattaforme di social media.

Come si può applicare il social media marketing in contesti non digitali?

Capovolgo la domanda: come si può applicare il social media marketing solo in contesti digitali? I clienti, i prodotti, i mercati sono gli stessi: come puoi pensare di avere una strategia collaborativa solo su un medium e non su tutti gli altri? Provate per esempio a pensare al customer care: possiamo davvero pensare a un social care digitale diverso da quello in un negozio? Me lo chiedevo già nel 2010 e la mia risposta non è cambiata.

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Rocco, il paradigma “ha tanti follower, è l’influencer giusto per me” quanto è vicino alla realtà?

Non lo è per nulla, ed è figlio di quelle metriche vanitose che purtroppo esercitano sempre un gran fascino nella comunicazione e nel marketing digitale. Spesso e volentieri è l’unico modo per la scelta di blogger o social player da coinvolgere in azioni di Digital Pr, azioni che spesso hanno una reach molto alta e obiettivi molto bassi.

Chi sono e come si riconoscono le “persone giuste”?

Ribalto anche io la domanda: chi sei tu azienda? Quali sono i tuoi valori come brand? Qual è la tua immagine? Quali sono i tuoi obiettivi per questa azione? Spesso le “persone giuste” non sono “sempre quelle giuste”, ma sono una variabile che cambia al cambiare dello scenario che è composto da tre fattori principali: l’azienda, l’obiettivo di quella azione, gli ambienti dove si va in scena.

Pagare o non pagare i blogger o i social player che vengono coinvolti nelle azioni di Digital Pr?

Se vuoi comprare qualcosa, la devi pagare. Ma sei sicuro che comprare è il verbo giusto per raggiungere il tuo obiettivo?

 

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