3 domande a Simone Bramante su Fotografie in timeline

3 domande a Simone Bramante su Fotografie in timeline
30 Maggio 2014 Rocco Rossitto

Simone Bramante aka @brahmino è il docente che il 10 luglio a Bologna si occuperà di Fotografie in timeline. Storie raccontate dentro un percorso emozionale.

Quattro ore le sue su un tema delicato: il linguaggio fotografico e la comunicazione.
Nell’era della fotografia in movimento, di Instagram, con i dispositivi che abbiamo sempre con noi, come cambia questo rapporto? In un’ottica di comunicazione aziendale e di racconto, quali dinamiche mutano?

Per inquadrare meglio l’intervento di Simone ho rivolto a lui 3 domande chiedendo di essere sintetico e per essere un uomo di immagini, mi ha preso alla lettera per fortuna.

1) Una cosa che cambia al racconto di brand attraverso lo scorrere delle immagini nei feed sociali?

Cambia la durata del coinvolgimento, quindi la profondità del messaggio e le emozioni che ne conseguono.

2) Pubblico dunque sono o c’è troppa sovraesposizione?

C’è troppa sovraesposizione, giocando con lo stesso tono potrebbe essere invece “Rifletto, sento, dunque pubblico”.

3) La parola storytellig è un po’ abusata, ci citi un esempio di Storytelling che ti piace particolarmente?

Nulla di sconvolgente, anzi, alla portata di molti, ma nello stesso tempo non scontato e ben equilibrato. Un racconto di Alice Lee.

Founder e Docente di Dieci Cose - Il web in pratica. Freelance: giornalista, blogger e consulente in ambito digital, con focus sui social media. Nel frattempo un sacco di altre cose. Twitta da @roccorossitto

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