6 domande su Social media Roi e Facebook Ads

6 domande su Social media Roi e Facebook Ads
1 Settembre 2014 Antonia Cosentino

In attesa della prossima tappa di dieci cose, il 25 settembre a Milano, su Social media Roi e Facebook Ads abbiamo fatto 6 domande a Paolo Ratto e Rocco Rossitto, relative agli argomenti che tratteranno nell’incotro.

PaoloRattoPaolo Ratto, parlerà di Social media Roi:

1) Perché è doveroso, secondo te, parlare di Roi, Return on Investment quando si parla di Social Media Marketing? E di contro perché molti lo considerano un tabù?

Penso che sia doveroso parlare di “ritorno sull’investimento” ogni qualvolta ci sia un investimento. Dando (spero ormai!) per scontato che le iniziative di Social Media Marketing, create e gestite in maniera professionale, abbiano dei costi che devono essere rendicontati in maniera minuziosa, ritengo che sia piuttosto opportuno, nonché intellettualmente e professionalmente corretto, soffermarsi su ciò che queste attività portino a livello di risultati in qualche modo tangibili.

Per quanto riguarda l’atteggiamento critico di molti colleghi nei confronti dell’argomento (e parlo di professionisti, non di chi non vuol parlare di risultati perché non avrebbe nulla da dire…) ritengo che sia dovuto essenzialmente a due questioni: la prima dovuta all’idiosincrasia di molti nei confronti dei numeri, visto il background spesso di stampo umanistico e sociologico; la seconda dovuta all’impossibilità dell’avere sotto controllo tutti gli aspetti della comunicazione digitale di un’azienda e quindi alla difficoltà di non poter impostare obiettivi e metriche che vadano al di là della mera presenza o visibilità nei social media stessi (metriche cosiddette vanitose).

2) A livello internazionale, per ampliare un po’ gli orizzonti, ci riveli una fonte che tu reputi attendibile su questo argomento. Un blogger o un consulente, qualcuno da tenere sott’occhio ecco.

Vi consiglio vivamente di leggere Avinash Kaushik vero guru dell’analytics, preparatissimo anche sull’argomento Social Media ROI. Non tenetelo solo sotto’occhio, studiatelo il più possibile.

3) Nella tua esperienza quanto conta saper individuare i giusti obbiettivi da raggiungere attraverso il Social Media Marketing?

Come ripeto spesso durante i corsi che tengo: “prima del ROI viene il risultato, prima del risultato viene la strategia, prima della strategia viene l’obiettivo“. Credo che questa frase descriva al meglio l’importanza di individuare e comprendere gli obiettivi primari e secondari di ogni progetto. Se si individuano gli obiettivi in maniera corretta e realistica, gomito a gomito con l’azienda, si riescono ad impostare, in fase preliminare, gli strumenti di misurazione che permetteranno in seguito di raccogliere dati concreti sui ritorni del progetto. Senza solide fondamenta una casa è destinata a crollare, senza obiettivi concreti e realizzabili anche il progetto di social media marketing è destinato a fare la stessa fine.

4) È corretto pensare di avere/applicare una formula per calcolare il Roi nei Social Media?

Il ROI (ritorno sull’investimento) è una metrica finanziaria che ha una sua formula precisa e consolidata che si può tranquillamente applicare anche alle attività di comunicazione digitale e perché no al social media marketing. Il problema è che quando parliamo di attività di comunicazione, ancora di più quando ci sono di mezzo i social media, è difficilissimo assegnare un’attribuzione sicura ai ritorni sull’investimento (è persino difficile a volte valutare con esattezza quanto è stato investito!). Per non parlare poi della natura fisiologica dei media sociali che li porta ad influire sui diversi aspetti della comunicazione online e offline.

5) Esiste ancora un confine tra social media marketing e marketing “vero e proprio” tanto appunto da dover separare i due Roi?

Ti ribalto la domanda: esiste un confine tra quello che siamo online e offline? Ormai credo che questa dicotomia sia anacronistica e piuttosto surreale. Per quanto riguarda il ROI naturalmente ciò complica le cose e diventa davvero difficile riuscire a comprendere quanto i singoli ambienti/canali di comunicazione online e offline influiscano sui ritorni. Ed il grosso problema che abbiamo (soprattutto in Italia) è quello di avere enorme difficoltà nel disporre di tutti i dati del cosiddetto funnel, il che ci complica enormemente la vita. Ma col tempo io credo che arriveremo anche a questo.

6) I continui cambi di algoritmo di Facebook influiscono in un ottica di calcolo del ritorno di investimento?

I continui cambi di algoritmi di Facebook influiscono sul ROI nella misura in cui influiscono sull’investimento per seguirli e comprenderli. Mi spiego meglio: quanto devono investire le aziende ed i consulenti stessi per rimanere sul pezzo rispetto ad una piattaforma che evolve in maniera quasi nevrotica? Eppure al momento Facebook resta assolutamente “the place to be” a livello aziendale ma se, e solo se, l’investimento è giustificato da un ritorno proporzionale. Ed ecco perché è importante valutare tutte le componenti “in uscita ed in entrata” rispetto alle attività di comunicazione che portiamo avanti. Senza questa consapevolezza ha poco senso andare avanti, e si rischiano di buttare via dei bei soldoni.

 

 

RoccoRossittoRocco Rossitto, invece, si occuperà di Facebook Ads:

 1) Facebook Ads: bastano un profilo ed una carta di credito per cominciare a fare pubblicità su Facebook?

Certo che basta un profilo e una carta di credito, ma poi viene il bello: come sto spendendo questi soldi? Facebook, nel suo interesse, ci rende la vita facile, ma fa appunto il suo interesse. Quindi facile in realtà non è.

Allora “do-it-yourself”, ma attrezzarsi un minimo è indispensabile, soprattutto se poi questo è un servizio che rivendiamo a clienti o soprattutto se ho un piccolo budget e non posso permettermi grandi tentativi.

2) Se ho 10€ di budget pubblicitario al giorno mi conviene usare Facebook Ads o Google Adwords? Secondo la tua esperienza cosa devo prendere in considerazione per decidere?

In teoria ti dovrei rispondere con un “dipende da bla bla bla”. In pratica ti dico: Facebook. Perché mediamente ho ottenuto più risultati grazie a Facebook rispetto ad Adwords. Però attenzione, bisogna decidere avendo presente una serie di elementi e partendo dal presupposto che Facebook Ads e Adwords sono due sistemi diversi per fare advertising on line. Spesso entrambi indispensabili.

3) I report di Facebook Ads possono considerarsi affidabili, secondo la tua esperienza?

Tu mi provochi, lo so. Mi verrebbe da dire “no comment”. Ne ho viste tante. Ti dico che i dati su quel che succede sul web non sono sempre affidabili, ma tendono ad esserlo. Bisogna convinvere, al momento almeno, con questa instabilità.

4) Quanto è importante fare una campagna ben fatta e quanto danno ne fa di conseguenza una mal fatta?

Una campagna malfatta è sempre un problema. Ad esempio qualcuno potrebbe infastidirsi e non seguire più la pagina oppure potrebbe “incazzarsi” col brand e dire “mai più comprerò da te”. Ok sono stato un po’ teatrale, ma spero abbia reso l’idea. Ovviamente deve essere proprio fatta male. Ma il punto è che una campagna fatta con un certo criterio può portare dei vantaggi tangibili, una campagna “sbagliata” può essere dannosa o semplicemente non fruttuosa.

5) Come spiegare a un cliente l’importanza dell’investimento in Facebook Ads?

Puoi fargli vedere i dati Insight di Facebook e quante persone vedono i contenuti della pagina: è probabile che si convinca. Ma attenzione: Facebook Ads non risolve i problemi relativi alla qualità dei contenuti che pubblichiamo, ovviamente. Dei contenuti poco utili e ben fatti verranno magari più visti grazie a Facebook Ads, ma quanta interazione produrranno?

6) Investire o no in Fb Ads per pagine che non sono collegate ad attività commerciali?

Bisogna sempre capire quali sono gli obiettivi che ognuno si prefigge. Facebook Ads è uno strumento utile a raggiungere le persone che seguono già la tua pagina e ad altre che potrebbero essere interessate a seguirti. Che tu sia un blog, una onlus o qualunque altra cosa che non vende direttamente: se stai su Facebook e hai una pagina devi mettere in conto un minimo di spesa su Facebook Ads se vuoi raggiungere le persone a cui ti rivolgi. Ma non devi per forza, dipende se ti interessa o meno allargare il raggio d’azione. Per questo come dicevo prima Facebook Insight, lo strumento di analisi dell’attività della pagina è molto utile per prendere coscienza di quel che stiamo facendo su Facebook.

 

Se gli argomenti vi interessano e il 25 settembre siete a Milano, Paolo e Rocco approfondiranno queste tematiche durante le 8 ore di incontro: qui trovate tutte le informazioni sull’appuntamento.

8 Commenti

  1. giovanni esposito 8 anni fa

    Quello che sto cercando è un corso di formazione sui Facebook Ads fatto su misura, o almeno in gran parte, per le mie reali esigenze. Lo so, forse sarebbe meglio un coaching one to one , ma i costi sono esosi.
    Ma ecco la mia necessità : ho iniziato da poco ad entrare nel mondo dei Social Media Marketing, e la cosa mi affascina. Avendo svolto attività di vendita di servizi alle imprese door to door, ora sto cercando di spostare l’attenzione sul Social Media Marketing. Per il momento sto imparando a creare e gestire Pagine Fan per il pubblico esercizio (ristoranti, hotel, centri estetici…), ma mi manca la formazione su come acquisire i miei clienti (ristoratori, titolari centri estetici…) attraverso Ads dalla mia pagina di consulente. So che Facebook permette di targettizzare il pubblico in base all’età, il sesso, interessi, posizione geografica…, ma non mi risulta che sia possibile , ad esempio, creare Ads a basso costo rivolto ai “ristoratori” piuttosto che ai “titolari dei centri estetici” =>> questa è la formazione che sto cercando. Pertanto mi chiedo se trovo risposte nel corso dieci cose del 25 Settembre a Milano. In attesa di risposta Vi porgo cordiali saluti.

    • Rocco Rossitto 8 anni fa

      Giovanni, come dici tu, un corso su misura solo per te non lo troverai mai in corsi (noi li chiamiamo incontri) di gruppo. Questo è abbastanza evidente.

      Da quel che mi dici però, l’incontro del 25 che si occuperà anche di Social Media Roi, è in linea con quel che vai cercando. Sì, dedicheremo del tempo alla targhetizzazione che è, dal nostro punto di vista, un aspetto fondamentale.

      Ancora: vedremo come fare a capire come rispiarmiare sulle campagne.

      La cosa importante, importantissima: se cerchi delle ricette precotte, no. Dieci cose non fa per te. Se cerchi un metodo, un modo, delle domande da farti quando stai impostando una campagna per imparare a camminare con le tue gambe, allora sì. Dieci cose fa per te.

      Nei nostri incontri questo facciamo: tracciamo delle strade affinché ognuno possa percorrerle in autonomia. Non ti accompagniamo al risultato finale, quello è il compito che spetta ad un consulente (come sei tu) quando lavora per un cliente.

      Se ti va di partecipare alla tappa milanese, ricordati che adesso c’è il prezzo in early booking e quindi, perché pagare di più? Per qualunque cosa commenta qui di seguito o scrivici dal form contatti.

  2. mario carmignani 8 anni fa

    Quando leggo di “Consulenti”, gradirei sapere questo ruolo che ognuno si ricava a proprio piacere, da cosa si ricava, qual’è il livello formativo sulla base del quale ci si qualifica in tal modo.
    Una volta, ad un personaggio che si qualificava come “consulente immobiliare”, dissi che consulente immobiliare al massimo poteva essere il titolo di una rivista.
    Noto in giro un pullulare di corsi, incontri, ma trovo molti autodidatti che vanno a diritto nelle loro teorie, non giustificate spesso da alcuna base scientifica.
    Allora gradirei che tutti coloro che si proclamano consulenti chiarissero se hanno fatto corsi universitari, master o altro che li abiliti a certi ruoli, e solo dopo potremo aprire una seria discussione, approfondita ed utile.
    Altrimenti, è solo un business.
    Mario Carmignani, Agente Immobiliare con Laurea in Gestione d’Impresa e tesi finale sul Marketing e Web Marketing nel settore immobiliare, nella quale ho elaborato un concetto di 7 leve del marketing mix per svolgere al meglio la Professione, al posto delle tradizionali 4 leve.

    • Rocco Rossitto 8 anni fa

      Ciao Mario,
      ti do del tu, spero non ti incazzerai.

      Sai, quel che dici è vero. Chi siamo noi per definirci consulenti? La tua domanda è legittima e soprattutto legittimo è lo scetticismo nei confronti del “pullulare di corsi” come dici tu.

      Ora ti faccio una domanda. Secondo te cambia qualcosa se io scrivo che ho una Laurea in lettere moderne con 110 e lode sul giornalismo d’inchiesta o che Paolo ha una Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione con una tesi su: Foursquare e Geolocalizzazione nel Social Web con voto 110 e Lode?

      Probabilmente sì, per te è importante conoscere i nostri titoli di studio ed è un errore nostro non aver indicato questi aspetti.

      Noi però non la pensiamo così e ti spiego perché: non sarà mai un pezzo di carta a far capire il valore del nostro lavoro, non sarà un titolo, un’iscrizione ad un albo, un certificato di competenza.

      Di contro non chiediamo di partecipare ai nostri incontri sulla fiducia. Chiediamo di fare un minimo di ricerca, di seguirci sui nostri blog, di seguire quel che facciamo e raccontiamo in rete.

      Si chiama reputazione on line.

      Per esempio. Se tu seguissi Paolo su Twitter scopriresti che ieri e l’altro ieri è stato invitato da Vodafone Italia a parlare anche degli argomenti che tratta nei nostri incontri. Scopriresti che una grande multinazionale ha voluto ascoltare quel che aveva da dire.

      Basta? No, non basta certo. Potresti scoprire ad esempio che Paolo ha uno dei blog più seguiti in Italia nel settore, che viene citato da altri colleghi, che fa corsi in giro per l’Italia (non solo con noi quindi) e soprattutto che lavora, lavora tanto.

      Ecco, non metteremo mai la lista dei titoli che abbiamo o dei lavori che facciamo. Invitiamo implicitamente chi vuole partecipare ai nostri incontri a fare una ricerca per sapere chi andare ad ascoltare per farsi una idea, per capire se le persone che andranno ad ascoltare sono teorici o sono persone che ogni giorno mettono le mani nella marmellata, sbagliando anche, ci mancherebbe.

      Perché quel di cui parliamo noi non è una scienza esatta. Per quella, per le formule magiche su come avere più follower o su come scrivere il post perfetto, su come avere più clienti, su come portare più traffico, per tutto questo ci sono tanti corsi in giro, come dici tu, c’è tanto “pullulare”.

      Ma c’è anche tanta roba valida, validissima che noi prendiamo pure a modello. Ecco, ti do una non-notizia: il nostro mondo è come tutti gli altri mondi professionali. Ci sono cialtroni e ci sono professionisti, ci sono mediocri e ci sono quelli bravi.

      Ci piace essere giudicati per quel che facciamo, non per i titoli che abbiamo.

      Quindi noi ci “definiamo” consulenti perché con le aziende (piccolissime, piccole, medie, grandi e grandissime) lavoriamo, ogni giorno da svariati anni. Tra i nostri relatori ci sono professionisti affermati e stimati nel settore che spesso appaiono poco o di contro hanno molta visibilità, ti basta fare una ricerca.

      Ecco questo portiamo nei nostri incontri: la nostra esperienza, il nostro sguardo “su come va il web oggi” e fino ad oggi questo è stato molto apprezzato.

  3. Mario Carmignani 8 anni fa

    Caro Rocco,
    a mio avviso cambia, e non di poco.
    Vedi, io ho ormai 56 anni, ho cominciato a lavorare all’età di 20 anni ed ho avuto la grande fortuna sin dai primordi di operare per aziende Leader mondiali (per i primi 10 anni ho operato nel settore delle Arti Grafiche e Stampa) che davano valore al marketing e non alle politiche di prodotto. Ricordo ancora la difficoltà di assimilare tesi che confluivano nei feedback, nei report, nella gestione di una programmazione e controllo per quei tempi assolutamente poco conosciuta in Italia ( tanto che la società per cui operavo era Dainippon , per capirci).
    Corsi, pratica, risultati, questa era la dottrina cui doveva proseguire la pratica.
    Ma l’autorità degli insegnanti era provata da titoli, esperienze vere e misurabili, risultati.
    Adesso, vedo invece una massa di Guru, in ogni luogo, che organizzano corsi di tanta marketing, dove si cerca di riunire platee di qualche decina di astanti, i quali senza alcuna base partecipano a queste riunioni ed escono senza alcuna informazione utile, salvo poi dire” ho partecipato…..”.
    A giugno ho partecipato ad uno di questi convegni, ed al magnifico relatore ” con blog, libro edito da Angeli , vendita di audiovisivi ecc.”,ho voluto,porre un paio,di domande fuori scala, per testare il suo sapere.
    Bene, ho avuto due risposte “non risposte”, poi nel coffe break mi ha gentilmente fatto capire che era gradito non porgli domande, perché andava in confusione.
    Allora, e chiudo, un conto è voler trasmettere l’essenza del marketing anche a settori difficili come gli agenti immobiliari, un altro è fare marketing di se stessi, anche evangelico, per vendere i propri audiovisivi o le proprie conferenze.

    • Rocco Rossitto 8 anni fa

      Ancora grazie per la possibilità che mi dai di spiegare meglio il nostro progetto.

      Non solo rispondiamo alle domande, ma chiediamo espressamente di interromperci per farle. Questo chi ha partecipato lo sa. E devo però dire che questa cosa è naturale per noi, non è un vanto.

      Sempre sulle domande, nel mio intervento ad esempio: tutte quelle che magari non trovano risposta sul momento ricevono risposta via email qualche giorno dopo. Ancora, se si vogliono approfondire c’è un gruppo per chi partecipa a dieci cose dove si può discutere insieme.

      Per il resto cercheremo di raccontare meglio chi sono i docenti, ma l’invito è sempre a documentarsi autonomamente, per farsi una idea.

      ps.
      sì, comunque, siamo laureati 🙂

  4. Giuseppe 8 anni fa

    Salve volevo sapere, essendo nuovo del mestiere, se attivando facebook ADS bisogna avere un sito già esistente su FB o creare una pagina di pubblicità di vendita e inserirla su ADS, in questo caso ho intenzione di vendere video-corsi , visto che ho un semplice profilo. Grazie

  5. admin 8 anni fa

    Puoi attivare campagne su Facebook Ads anche senza avere una Pagina su Facebook, ma i tuoi annunci potranno apparire solo sulla colonna di destra.

    Se attivi una pagina invece i tuoi annunci potranno anche comparire nel News Feed.

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